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Via Francigena, Via Clodia e Via Amerina: un patrimonio da coltivare per incentivare il turismo dei cammini

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Nel 2018 il turismo italiano dei cammini supera l’indotto di Santiago de Compostela

L’Italia si riscopre terra di gran camminatori, tanto che il numero di persone che percorre i cammini lungo la nostra penisola supera quello degli italiani che hanno ricevuto la Compostela a Santiago. Sono infatti più di 30mila coloro che nel 2018 hanno chiesto la credenziale per uno degli itinerari nel Belpaese, contro i 27mila italiani arrivati alla Cattedrale di Santiago.

Per la prima volta gli italiani hanno preferito i cammini nostrani. Questo l’ordine di grandezza dei transiti sulle vie più percorse in Italia:

  • la Via Francigena, con 17.092 credenziali richieste,
  • i cammini francescani (Via di Francesco e Di qui passò Francesco, 7.352),
  • la Via degli Dei (3.800), 
  • il Cammino di San Benedetto (2.106),
  • i Cammini francigeni di Sicilia (1.426)
  • e la Via Romea Germanica (652).

Solo tra il 2017 e il 2018 su queste vie si è registrato un incremento di transiti del 27%

Ecco l’identikit del camminatore italiano

ETA’ ED IMPIEGO: A percorrere i Cammini in Italia sono per il 57% uomini, con un buon livello culturale. Il 73% ha un impiego, come dipendente (49%) o libero professionista (18%) e sono per la maggioranza over 40: il 19,7% tra 41 e 50 anni, il 28,9% ha tra 51 e 60 anni, il 24,1% tra 61 e 70 anni.

PROVENIENZA E MOTIVAZIONI: Il 74% ha fatto più di un cammino e non solo in Italia. I camminatori italiani vivono soprattutto nelle regioni del centro nord: 28% in Lombardia, 13% in Emilia, 11% in Veneto, 10% nel Lazio, 8% in Piemonte e 8% in Toscana. Solo il 25%, inoltre, si mette in cammino per motivi religiosi, mentre per la maggior parte si cammina per fare trekking (52%) e per stare nella natura o per scoprire il territorio (46%). Sono pochi quelli che affrontano il cammino in bici, l’11%.

PERIODO E MODALITA’ DI VIAGGIO: Moltissimi si cimentano nell’impresa nel periodo primaverile o estivo: i picchi ci sono a maggio (19% di chi ha risposto) e in agosto (21%). Ma ci sono delle differenze: sulla Via Francigena, per esempio, solo il 16% parte e arriva in una sola stagione, gli altri preferiscono fare il cammino su anni diversi. Per la stragrande maggioranza dei camminatori il viaggio dura al massimo due settimane. Preferiscono camminare in coppia (il 38%) o in gruppo, mentre uno su tre sceglie l’avventura in solitaria.

Le risorse del nostro territorio in termini di cammini: La Via Francigena, la Via Clodia e la Via Amerina passano tutte nei pressi di Campagnano

Prendendo spunto da queste considerazioni si può facilmente comprendere come il turismo dei cammini vada incentivato, coltivato e protetto, come volano ulteriore delle economie nostrane. Per pertinenza e vicinanza geografica ci piace considerare 3 antiche vie che ripercorrono la storia attraverso i nostri territori:

La Via Francigena

La Via Francigena Romea, è parte di un fascio di vie che dall’Europa occidentale, in particolare dalla Francia, conducevano nel Sud Europa fino a Roma e di qui proseguivano verso la Puglia, dove vi erano i porti d’imbarco per la Terrasanta, meta dei pellegrini e dei crociati.

Al X secolo risale la prima descrizione del percorso: si tratta della relazione che il vescovo Sigerico fece del percorso di ritorno del pellegrinaggio che fece da Roma, dove era giunto per essere ricevuto dal Pontefice e ottenere il “pallium”, per poi ritornare a Canterbury, su quella che già dal XII verrà largamente chiamata Via Francigena.

La Via Clodia o “Via delle Terme”

La via Clodia era una antica strada romana. Costruita tra la via Cassia e la via Aurelia. Presenta una caratteristica particolare rispetto ad esse: mentre le due vie maggiori erano progettate principalmente per i trasferimenti militari di lungo raggio, non curandosi degli insediamenti che incontravano, la via Clodia era una via di corto raggio, dedita ai traffici mercantili con le colonie in terra etrusca.

Questa via pubblica era denominata “via delle terme”, sia perché giungeva in diverse località termali, sia perché secondo alcuni terminava a Saturnia. Non è certa la sua origine, ma la maggior parte degli studiosi concordano sul fatto che fosse una via costruita dai Romani su un tracciato etrusco preesistente.

La Via Amerina

La via Amerina fu un’importante via di collegamento in epoca romana e nel medioevo, collegava Roma ai principali centri dell’Umbria. Il nome era dato dalla prima città umbra che raggiungeva, Ameria. La via Amerina fu aperta nel 241-240 a.C. unendo tracciati locali ancora più antichi che collegavano Veio con Ameria (l’attuale Amelia in Umbria) attraversando tutto il territorio falisco e toccando i suoi principali centri: Nepet (Nepi), Falerii (Civita Castellana), Fescennium (Corchiano), Gallese, Vasanello e Hortae (Orte).

Il tracciato della via Amerina, che prima del 241 iniziava da Veio, una volta distrutta questa città dai romani intorno al 396 a.C. venne collegato con Roma partendo presumibilmente come per la via Clodia da Ponte Milvio. La Cassia ricalcò, inglobandolo, il primo tratto del percorso della via Amerina fino alla Mansio ad Vacanas (valle di Baccano), vicino a Campagnano di Roma da dove poi la Cassia proseguiva verso la Tuscia o Etruria, mentre l’Amerina si dirigeva verso Nepi, ecc. fino ad Ameria.

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