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La Valle del Sorbo nella storia

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LE VALLI DEL SORBO NEL PARCO REGIONALE DI VEIO

La Valle del Sorbo, lungo il corso del fiume Cremera, è una delle località più suggestive dell’area protetta del Parco di Veio. A pochi chilometri da Roma si sviluppa una vallata che ospita ampi pascoli, circondata da boschi di querce e riconosciuta come Sito di Importanza Comunitaria per la presenza dei caratteristici valloni tufacei della campagna romana.


Scopriamo il paesaggio antico della Valle del Sorbo e del Vulcano Sabatino

Il cratere del Sorbo, assieme alle più ampie conche di Martignano e Baccano, costituisce il residuo di una serie di attività esplosive del vulcano Sabatino, innescatesi verso la fine della sua attività.

La Valle del Sorbo nella storiaIl crollo degli edifici, con lo spostamento verso il Tevere, ha determinato la formazione di caldare poi successivamente occupate da laghi. Contemporaneamente la sovrapposizione di depositi di materiale piroclastico a stratificazioni argillose ed il loro parziale consolidamento hanno dato origine alle principali linee evolutive e alle forme del paesaggio locale.


La geo-morfologia del territorio e le sue risorse produttive

Ampi spazi aperti con specchi d’acqua sul fondo, si affiancano ad estensioni minori ugualmente pianeggianti ma contornate da rilievi, tra cui annoveriamo con particolare interesse i monti Razzano e Musino.

La Valle del Sorbo nella storia

Il fiume Cremera

Nel corso del tempo i corsi d’acqua incidono e modificano le superfici, corrodendo gli strati permeabili e portando allo scoperto piani più solidi di scorrimento: si assiste così al periodico allargamento di queste aree.

Boschi di latifoglie e pascoli costituiscono il paesaggio locale: poco incline ad accogliere una divisione agricola regolare.

Le colture più sviluppate e produttive sono la vite e l’ulivo, sulle aree pianeggianti, ma soprattutto l’allevamento di bestiame e lo sfruttamento delle risorse boschive. La vite è l’ulivo, nello specifico, risultano maggiormente fruttifere perché resistono ad una maggiore umidità del suolo a differenza di orzo e farro.


Lo sviluppo dei culti agropastorali e cristiani attraverso i secoli: dagli etruschi al Medioevo

In epoca etrusca e romana, le cime più elevate accolgono i culti delle alture di matrice agro-pastorale: Iuppiter Tonans ad Herculis Musinus sul monte Musino; Bacco, Cerere o Minerva su Monte Razzano.

Nel Medioevo i culti saranno dedicati, sulla vetta del monte S. Angelo, all’Arcangelo Michele e, sul colle del Sorbo, alla Vergine Maria.


Il periodo etrusco e la rete viaria del territorio veientano

La Valle del Sorbo nella storia

Ponte Sodo

Le evidenze storiche meglio conservate sono offerte dai passaggi voltati di Ponte Sodo e Ponte Coperto e dai cunicoli scavati nella roccia, che nel sottosuolo organizzano e distribuiscono le acque che confluiscono in alvei creati entro avvallamenti sul pendio o in piano.

Questi lavori cambiano l’assetto idrologico locale ed agevolano il deflusso delle acque dalla valle di Baccano e dell’intero arco di alture del cratere del Sorbo verso Veio ed il Tevere.

La Valle del Sorbo nella storia

Valle di Baccano

La realizzazione di queste opere, caratterizzate da una certa uniformità, è da datarsi intorno al VI – V secolo a.C.. In questo periodo segue un rafforzamento del controllo di Veio sul territorio e l’affermazione, nelle campagne, di un’aristocrazia che fonda parte del proprio peso sul possesso di ampie proprietà, distribuite lungo le strade, con il controllo di molteplici piccole fattorie.

Le tracce di questi assetti hanno portato il miglioramento della rete viaria, con l’apertura di tagliate, due sulla catena di Monte Lupoli, due sulla Cassia e la riduzione di dislivelli tra una valle e l’altra.

I rari rinvenimenti di ceramica riconducibili a fattorie attive nel VII e nel VI secolo a.C., devono la loro sporadicità ad danni arrecati dall’intensa attività edilizia abusiva degli ultimi decenni che ha determinato la distruzione e la conseguente scomparsa delle tracce di molti degli insediamenti rurali più antichi.

Uno di questi fu casualmente scoperto nel 1897, a Selvagrossa, durante i lavori di scasso per la realizzazione di una vigna, rinvenimento trattato dal grande archeologo E. Stefani, ne: I vasi di Campagnano: I danzatori della necropoli etrusca di Selvagrossa.

Riguardo alle sepolture, quelle di maggiore entità saranno rinvenute sul tumulo di Monte Aguzzo.

Tra la fine del VI ed il V secolo a.C. diviene influente il peso dell’oligarchia sulle campagne di Veio, con la preferenza tra un’agricoltura espansiva, pastorizia e sfruttamento delle risorse delle ampie superfici. La rete viaria era costituita da un reticolo di percorsi interni in terra battuta e da una coppia di strade principali: una dall’Osteria dell’Ellera fino a Ponte Silvestro; l’altra dal bivio Formello alla Mola.

I tracciati di crinale tra la valle di Baccano, Monte Razzano e il Sorbo, per il trasferimento degli armamenti da un pascolo all’altro, seguendo le direttrici stagionali indicate dal movimento del sole, vengono mantenute in terra battuta ed utilizzati anche dalle fattorie che si affacciano o rientrano nelle stesse proprietà.

La particolare conformazione del paesaggio impedisce la parcellizzazione delle zone e la selva, dal Bosco di Baccano fino a Monte Lupolo, costituisce l’elemento dominante ed è meta di caccia di cinghiali, cervi, lepri e caprioli.


Sono stati consultati i seguenti titoli:

  1. La Madonna del Sorbo. Arte e storia di un Santuario della Campagna Romana, a cura di Lanfranco Mazzotti e Mario Sciarra, Gangemi Editore, 2012
  2. Un paese della campagna romana: Formello. Storia e economia agraria. Piero Ugolini, 1957
  3. Le carte antiche della magnifica terra di Campagnano, Salomè Schmit, Vecchiarelli, Manziana, 2004
  4. La campagna romana antica, medievale e moderna – volume I. Giuseppe Tomassetti, – Nuova ed. aggiornata / a cura di Luisa Chiumenti e Fernando Bilancia Firenze : L. S. Olschki, 1980
  5. Le nostre radici, a cura di Dionisio Moretti ed Elisa Galassetti, Comune di Campagnano di Roma, 1999
  6. Guide ai servizi delle aree naturali protette del Lazio, Parco Regionale di Veio, 2009
  7. Il complesso monumentale di S. Maria del Sorbo. Restauro e recupero. Regione Lazio-Comunedi Campagnano di Roma, s.d.
  8. Guida alla natura delle valli del Sorbo, Giampiero Di Niscia, 2003
  9.  La leggenda del Sorbo, Dionisio Moretti, 2007
  10.  Lo Statuto del Castello di Campagnano del secolo Tredicesimo
  11.  Alla ricerca di erbe nel Parco di Veio, Franco De Santis, Parco di Veio, 2010
  12.  Il Veio illustrato, Carlo Zanchi, 1968
  13.  I minerali del Lazio, Francesco Stoppani, Ezio Curti, Editoriale Olimpia, 1982

(I testi e alcune immagini sono stati elaborati da Valeria Zega. Hanno collaborato: Dionisio Moretti, Giulia Fornaciari, Annalisa Venanzini e Paola Spaccia)

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