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Il successo del concerto dell’AMAL inaugura una nuova stagione di iniziative delle Suore Passioniste di Campagnano

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Sabato 5 ottobre, per la prima volta, il monastero delle Suore  Passioniste di Campagnano ha ospitato un concerto.

Con le suore sedute fra il pubblico per manifestare anche visivamente la volontà di inaugurare una nuova stagione di iniziative e partecipazione alla vita del Paese, da parte di una realtà ormai quasi centenaria.

Il concerto organizzato dall’Amal (Accademia musicale dell’Alto Lazio) ha proposto un armonioso  mix di brani che hanno spaziato a tutto campo dalla musica classica a quella contemporanea, dal canto lirico alla musica sacra.

Alta la partecipazione: la chiesa del monastero era piena: in molti sono rimasti in piedi.  Più di cento persone si sono fermate per la cena preparata dalle suore!

Sorto nel 1933, grazie a volontà, iniziativa (e risorse) tutte campagnanesi, il monastero ospita oggi suore provenienti da tutto il mondo. L’obiettivo resta però quello di offrire al Paese e al territorio una fonte di  sostegno umano e spirituale.  Innanzitutto, in linea con la tradizione, con la preghiera e la contemplazione, ma anche con una maggiore presenza e apertura alla vita cittadina.

Il concerto di sabato scorso ha dato quindi il via alle iniziative che puntano a far conoscere questa realtà e le suore che la tengono viva. Grazie a un gruppo di laici “amici del monastero” nei prossimi mesi verrà realizzato un orto botanico, con piante ed erbe medicinali che le suore utilizzeranno per preparare infusi, saponi e creme, ecc.

Il monastero ha inoltre una foresteria, per dare ospitalità a chiunque sia alla ricerca di un luogo di silenzio e preghiera o che abbia bisogno di essere ascoltato e accolto con semplicità e amore.

Suore Passioniste di Campagnano


La Storia del Monastero delle Suore Passioniste di Campagnano

Suore Passioniste di CampagnanoIl Monastero delle Passioniste di Campagnano ha, ormai, una storia quasi centenaria. Le origini risalgono infatti al 1933, quando fu costruito in pochi mesi grazie all‟iniziativa di due coniugi (Assunta Salvi di Campagnano e Sabatino Ricci di Casali Ussita) e delle sorelle della signora Assunta che erano monache passioniste. I coniugi finanziarono l‟opera che dava vita al desiderio della signora Assunta e delle sue sorelle (in particolar modo di Gabriella che era superiora del monastero delle suore passioniste di Ovada) di costruire un monastero nel proprio Paese di origine. Il primo gruppo di dieci religiose, guidato da Gabriella, arrivò da Ovada alla fine del 1933. Ne facevano parte, oltre all‟altra sorella Francesca Salvi (che dopo il ritorno di Gabriella a Ovada, divenne Superiora) tre monache di Campagnano: Vincenza Lucchini, Leonia Baglioni e Gemma Carbonetti.

Suore Passioniste di CampagnanoOggi, dopo quasi novant’anni, le monache che tengono vivo il monastero sono 12 e provengono da continenti diversi: tre sono europee (di cui 2 italiane e una polacca), una viene dall’Africa (Nigeria) e nove dall’Asia (Indonesia). L’obiettivo però resta quello di arricchire la vita spirituale del Paese e far rinascere la speranza nel cuore delle persone, nello spirito del fondatore dell’ordine, S. Paolo della Croce, in cui la riflessione sulla Passione e sofferenza di Cristo è strettamente intrecciata a quella sulla Resurrezione e sulla gioia del mistero pasquale. Per questo, il monastero è aperto all‟ospitalità di singoli, famiglie e piccoli gruppi che (per uno o più giorni) vogliono partecipare alla vita di preghiera delle suore, vivere momenti di silenzio e riflessione, ma anche trovare qualcuno che ascolti con semplicità e amore, proprio come farebbe una sorella, le delusioni e sofferenze della vita.

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