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LA MADONNA DELLA CILIEGIA – La Tavoletta di Campagnano di Cesare da Sesto

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Si potrebbe parlare di questo dipinto a livello artistico, descrivendo l’autore, lo stile, la corrente artistica a cui è appartenuto, delle pennellate che hanno caratterizzano il dipinto, del suo profondo senso religioso o dell’importanza del suo ritrovamento ma, in questo articolo abbiamo preferito parlare di come e quando questo bellissimo quadro è tornato alla luce.

Intervista a Don Renzo Tanturli, autore del ritrovamento della Tavoletta di Campagnano

Abbiamo voluto intervistare l’autore del ritrovamento della Madonna della Ciliegia, Don Renzo, parroco della parrocchia di Campagnano di Roma e Vicario di S.E. il Vescovo della diocesi di Civita Castellana.

Don Renzo, come è avvenuto il ritrovamento del dipinto?

Don Renzo Tanturli

“Quando sono arrivato a Campagnano, nel 1981, sotto la chiesa c’erano dei magazzini pieni di roba della Chiesa; candelieri, libri antichi, registri antichi. Allora io mi sono messo in testa di sistemare un po’ tutto e vedere quello che c’era, perché non ci si entrava negli ambienti da tanta roba c’era.

Ho avuto la possibilità di comprare le due stanze che stanno in cima alla scalinata della Chiesa a sinistra che erano del Comune di Campagnano perché quella parte di edificio anticamente era la sede del vecchio Comune.

Comprate quelle due stanze sotto e sopra dove c’era l’archivio comunale e rifatti di sana pianta il solaio e il tetto perché era sfondato e dalla stanza di sotto si poteva vedere quella di sopra, ho incominciato a sistemarci l’archivio parrocchiale che va dal 1500 ad oggi. Se uno vuole sapere per esempio quanti abitanti faceva Campagnano è qua che si può vedere, nessun altro, neanche il Comune ha questi dati.

Madonna della Ciliegia

Cesare da Sesto

Finito quello ho cominciato ad organizzato al piano superiore il Museo, una stanza dove ho cercato di rimettere a posto e sistemare gli oggetti sacri di valore rinvenuti da sotto i magazzini: candelieri, reliquiari in argento del 700. In tutto questo trambusto, insieme ad altri quadri, che erano trasparenti da quanto erano rovinati, c’era questa Tavola.

In che condizioni era il dipinto?

Sembrava una tavolaccia, uno di quegli oggetti da eliminare, da buttare via per fare pulizia, ma dietro c’era l’immagine della Madonna. Un giorno venne un antiquario che vide il quadro e volle esaminarlo. Dopo la pulitura si è visto che c’erano tanti frammenti distaccati.

Il restauro, tenutosi a Palazzo Barberini, lo stesso Istituto dove è stata restaurata la madonna del Sorbo, è durato tre anni.

Come si è scoperto che l’autore del dipinto era Cesare da Sesto?

Madonna della CiliegiaLa scoperta è avvenuta grazie ad un giovane, Marco Carminati, che è venuto qui a fare il militare. Carminati, che stava facendo una tesi di laurea su Cesare da Sesto, affermava che qui a Campagnano c’erano ben due opere di Cesare da Sesto. Queste due opere erano: uno il quadro della Madonna della Ciliegia, l’altro l’affresco di San Giovanni Evangelista, posto all’ultimo altare della chiesa, la chiesa di San Giovanni per l’appunto, a sinistra entrando da sotto. Carminati ha affermato, con sicurezza che quelle realtà pittoriche erano di Cesare da Sesto.

Il quadro adesso dove lo so può ammirare?

Il dipinto è collocato nel Museo dove tutti possono vederlo anche se ad oggi è ancora imballato perché è da poco tornato dal Museo di Sutri, dopo essere stato esposto lì.

 Il dipinto della Madonna della Ciliegia ha viaggiato molto. È stato esposto al Palazzo Reale di Milano per una mostra sul ‘500 Lombardo dal 4 ottobre del 2000 al 25 febbraio del 2001.

Circa tre o quattro anni fa è stato esposto a Parigi, in un museo grande in una mostra riguardante i Borgia per circa sei mesi. Ci è stato richiesto anche da altre parti ma non lo abbiamo più dato perché a Parigi mi fecero arrabbiare: il giorno del rientro del quadro ci fu uno sciopero dei portatori d’arte e il quadro rimase via per oltre un mese, quindi decisi di non darlo più a nessuno.

 Da: Annalaura Fiori, LA MADONNA DELLA CILIEGIA – La Tavoletta di Campagnano


Scopriamo la storia e i segreti della Madonna della Ciliegia o Tavoletta di Campagnano

Madonna della Ciliegia

Madonna della Ciliegia – Tavoletta di Campagnano

La “La Tavoletta di Campagnano” è nota anche come La Madonna della Ciliegia, proprio per il frutto che San Giovannino offre a suo cugino Gesù. E’ possibile che la Tavola fosse legata fin dall’origine alla chiesa di San Giovanni Battista, dato anche il nesso iconografico.

Nella tavola, realizzata probabilmente con tecnica mista (tempera e olio), dai colori chiari e luminosi delicatamente diffusi, la composizione gravita intorno al gruppo centrale misurandolo e qualificandolo. In essa vengono raffigurati la Madonna che tende la mano al piccolo San Giovanni mentre con l’altra sorregge il piccolo Gesù.

Questi colto nell’atto della benedizione, tiene saldamente, nella mano adagiata sulla coscia una grossa ciliegia, frutto del Paradiso, premio di virtù e simbolo del Cielo ma pure del sangue fonte di salvezza. Il battista, dalla pelle animale che cinge i fianchi morbidi, si trova inginocchiato sulla destra, le braccia incrociate ed il ginocchio rivolto allo spettatore mentre il viso è alzato in uno sguardo di grande devozione e lirismo verso il Cristo bambino.

San Giovanni di Cesare da Sesto

Questo dipinto è attribuibile a Cesare da Sesto, come anche il dipinto di San Giovanni Battista, di lui si hanno poche notizie e frastagliate che sbucano fuori nel corso della storia. Di questo giovane artista sappiamo che morì a Milano il 27 luglio del 1523, all’età di 47 anni, per via di febbri convulse contratte mentre era al lavoro sul portico di Porta Romana commissionatogli dai frati di San Rocco. Figlio di un certo Giovannino, riguardo alla sfera familiare viene spesso descritto come di nobile lignaggio c’è addirittura chi, come Padre Sebastiano Resta, lo descrive come un ecclesiastico. Dei suoi esordi artistici si sa ben poco ma a lui viene attribuita la paternità di alcuni affreschi datati 1503 nella chiesa di San Donato. Ciò che si presume con certezza è che Cesare facesse parte di quel circolo di artisti che nell’ultimo decennio del XV secolo erano stati assunti della bottega milanese di Leonardo da Vinci. Per trovare il primo documento della vita di Cesare bisognerà spostarsi nella Roma del 1507, negli alloggi di Papa Giulio II della Rovere a Palazzo Vaticano.


Testi e siti web consultati:

(I testi e alcune immagini sono stati elaborati da Valeria Zega e Dionisio Moretti. Hanno collaborato alla redazione del Post: Annalisa Venanzini, Giulia Fornaciari e Paola Spaccia)

  • La madonna della ciliegia di Annalaura Fiori
  • Cesare da Sesto di Marco Carminati
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