EVENTI ED AZIENDE NEL COMUNE DI CAMPAGNANO, CESANO, FORMELLO, SACROFANO, NEPI, TREVIGNANO, ANGUILLARA

La valle di Santa Lucia: un incanto sotto il Borgo Medievale

0

Santa Lucia: un incanto sotto il Borgo Medievale che conserva le nostre più antiche memorie

CAMPAGNANO DI ROMA – La strada prende il nome dall’antica chiesina dedicata a Santa Lucia, collocata al centro della vallata omonima.

Chiesa di Sant’Andrea

Si distacca a destra di via di Sant’Andrea, l’ultima strada in fondo al quartiere medievale, anch’essa così denominata per la presenza della chiesa di Sant’Andrea, della quale restano conservate parte delle strutture murarie, alcune tracce di affreschi ed alcuni elementi portanti del campanile.

Scendendo la stradina, dopo una curva a destra, si snoda un viottolo detto “Lo Baccolo”, diretto a sud, sotto il colle dei Cappuccini, il convento seicentesco dove si erge il cimitero comunale, la Chiesa, anch’essa seicentesca e, più ad Est, la bellissima località denominata Le Castagneta, a ridosso della cava dall’aspetto lunare, dove per decenni scorsi si è estratto il lapillo.

Ancora più avanti, nel piano, si intravedono i resti della chiesina di Santa Lucia.


La Storia di Santa Lucia

In segreto Lucia aveva fatto voto di verginità verso la religione cristiana. La madre di Lucia, Eustachia, da tanto tempo malata di emorragie, per curarsi aveva speso ingenti somme senza trovare beneficio. Nell’anno 301 le due donne fecero un pellegrinaggio al sepolcro di sant’Agata a Catania, pregandola di intercedere per la guarigione della madre. Durante la preghiera Lucia si addormentò e sognò la santa che le disse: “Lucia mia sorella vergine consacrata a Dio, non chiedere a me ciò che tu puoi intercedere! La tua fede ha giovato alla salute di tua madre”.

Rientrando alla città di Siracusa Lucia confessò alla madre la sua ferma volontà di consacrarsi a Cristo e di donare i suoi beni ai poveri.

Il pretendente di Lucia, vedendo svanire tutto il patrimonio di Lei ed essendo stato rifiutato, la denunciò come cristiana, essendo in vigore i decreti della feroce persecuzione dei cristiani emanati da Diocleziano.

Al processo che sostenne dinanzi al prefetto Pascasio rifiutò l’ordine degli Dei pagani. Il magistrato la minacciò di mandarla in un postribolo (luogo di prostitute). Lucia rispose: il corpo si contamina solo se l’anima consente. Dunque questo ordinò che fosse condotta con forza nel postribolo ma miracolosamente lei diventò così pesante che né diversi uomini forzuti, né dei buoi riuscirono a smuoverla. Accusata di stregoneria tentarono di bruciarla ma neanche le fiamme la toccarono. Nell’ anno 304 venne pugnalata alla gola.

L’emblema degli occhi sul piatto si ricollega alla tradizione popolare che la invoca protettrice della vista a motivo dell’ etimologia del suo nome Lucia che in latino è LUX “luce”.


La chiesa di Santa Lucia a Campagnano di Roma

Le notizie storiche più antiche che si riferiscono alla chiesa di Santa Lucia, a nord del borgo medievale, sono riportate in una pergamena del 2 settembre 1166 nella quale Ildebrando, abate del monastero dei SS. Cosma e Damiano, conferma una locazione in cambio della cessione dei diritti su alcune chiese fra le quali Santa Lucia e Santa Maria del Prato.

Il 7 Maggio del 1827 il Consiglio comunale approva di concedere una sovvenzione di 15 scudi alla Chiesa di Santa Lucia, minacciata di rovina.

La chiesa era ad unica navata. Sull’altare era collocata la statua della Santa e dietro gli affreschi che narravano la sua storia.

Ancora fino ai primi del 1900 nella chiesa venivano celebrate delle messe ma poi, col tempo, cadde in abbandono.

Quando ancora veniva frequentata, c’era un’usanza caratteristica delle donne di allora: esse usavano mettersi tre o quattro gonne, una sopra l’altra e con la prima ci si coprivano la testa a modo di fazzoletto.

La chiesa abbandonata, venne adibita a fienile fin verso il 1940 poi, il crollo del tetto e la trascuratezza del fosso, la fecero soggetta ad inondazioni e al completo degrado.

Del monumento non restano che alcune rovine, in particolare, alcuni elementi dell’abside e del recinto murario.

Continuando a percorrere la Strada di Santa Lucia…

Superati i resti della chiesina di Santa Lucia, si giunge al Ponticello. Da qui si distacca un viottolo che porta ad un colle denominato Monte Bello e la stradina che porta al colle del Paradiso.

A sinistra del Ponticello si può percorre la stradina comunale di Poggio del Melo, affascinante tratto di stradina sterrata che si collega ad ovest con la strada comunale della Dottrina. Sul percorso sono ancora leggibili alcuni resti altomedievali della primitiva chiesina di Sant’Andrea, dove si trasferì la piccola comunità di Baccano dopo l’abbandono del Borgo di Santo Alexando, vescovo. A sinistra della stradina, il fosso degli Angelis Dei (Angeli Stelle), che raccoglie le acque del collettore delle Conce.

Riprendendo dal Ponticello la strada di Santa Lucia, in direzione Nord, superato il secondo Ponticello, si attraversa il ruscello e la strada si divide: quella di sinistra costeggia il fosso delle Vorghe, che prosegue fino a gettarsi nel fiume Treja, in prossimità delle Cascate di Monte Gelato; l’altra, diretta ad est, costeggia il depuratore comunale e risale verso il crinale di Monte Gemini, meglio conosciuto dai campagnanesi come Monteiemmere.

Da Monte Gemini si apre una vista strepitosa sul borgo medievale di Campagnano. Dalla strada di Monte Gemini, ad est, si distacca la strada della Sarnacchiola. Il nome deriva dalla scabbia, un’infestazione contagiosa della pelle causata da un acaro, non visibile all’occhio umano, che si infila sotto la pelle dove provoca prurito a causa delle larve che rendono la cute arrossata. Probabilmente il luogo nel passato era infetto per le scarse condizioni igieniche e la forte concentrazione di uomini ed animali.

(I testi e le immagini sono stati elaborati da Teresa Patrignani e Dionisio Moretti)

Share.

Comments are closed.