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Il sogno delle Contrade: aggregazione, condivisione, tradizione nelle parole di Luigi Fiorelli

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Luigi Fiorelli e il battesimo delle Contrade nel 2010

CAMPAGNANO DI ROMA – L’avvicinarsi del mese di maggio rimanda il pensiero alla nostra festa del Baccanale, alla potenza aggregativa delle Contrade, allo spirito di appartenenza che coinvolge non solo i campagnanesi ma anche coloro che da Campagnano sono stati adottati.

Un velo di tristezza cade al pensiero che quest’anno il silenzio nel nostro paese prenderà il posto del clamore, della musica, delle voci che da dieci anni serpeggiano, percorrono e si rincorrono nelle vie del centro storico nella sera dedicata alla festa delle otto Contrade.

E allora torno indietro con la mente, torno al 2008 quando sono stato scelto per rappresentare la Pro Loco. Mi circondava e mi sosteneva l’entusiasmo delle persone che mi furono accanto in quella esperienza, eravamo un gruppo di amici e volontari uniti da un sogno comune.

Nella mia testa e nel mio cuore c’era la volontà di riportare in vita le Contrade per le quali il 2010 rappresentò il battesimo: dare nuova vita alla disfida a dorso d’asino e vedere di nuovo il nostro paese vivo e i cittadini orgogliosi di appartenervi.

Furono necessari confronti e scambi di idee e divenne fondamentale volgere lo sguardo al passato per assorbirne gli aspetti organizzativi. Ma alla fine presentammo il nostro progetto.

Il territorio di Campagnano venne diviso in otto quadranti, ognuno appartenente ad una Contrada cui venne dato il nome di un animale che la simboleggiasse e rendesse riconoscibile la zona di appartenenza e il relativo territorio.

Il progetto venne presentato nell’ambito di una riunione alla quale molte persone parteciparono; questo suscitò reazioni di stupore, pose interrogativi, dubbi ma alla fine, in uno spirito aggregativo e di squadra si decise di procedere e adottare lo schema proposto.

A quel punto un grosso ostacolo era rappresentato dalla difficoltà di reperire i fondi per poter dare vita alla contrada e alle spese che questa inevitabilmente avrebbe comportato come per esempio uno stendardo, un asino o i vestiti per la sfilata; grazie alla stretta collaborazione con l’amministrazione Comunale di allora e agli sponsor della manifestazione, riuscimmo a coprire tutte le spese vive per dar vita a questo sogno.

I lavori procedevano tra l’entusiasmo montante e in questo clima dopo aver nominato i capi contrada era la volta di procedere ad organizzare la serata precedente il palio, quella che avrebbe visto le Contrade organizzare la loro festa facendo rivivere i prodotti della tradizione offerti nel corso di una cena che si snodava all’interno del nostro splendido borgo paolino: nacque la cena nelle cantine, organizzata da ogni contrada.

Il battesimo del Palio delle Contrade con una comunità unita e orgogliosa di mostrare il legame con le proprie tradizioni e il proprio territorio.

contradeLa data del 1 maggio per il battesimo del Palio delle Contrade suscitò dibattito e preoccupazione da parte dei capi contrada. Il risultato fu un successo reso possibile solo da una comunità unita e orgogliosa di mostrare il legame con le proprie tradizioni e il proprio territorio.

La soddisfazione della Pro Loco fu grande perché il suo intento, quello di aggregare un paese intorno alla sua festa più importante, venne raggiunto: divennero giornate di gioia e divertimento per bambini e adulti ma vennero richiamati anche tanti spettatori e fu un buon volano per l’economia del territorio.

Anche la carciofata fu modificata perché l’Associazione che la gestiva da anni, l’ASPD il Baccanale, diede nuova vita alla “Scarciofata” e riuscì ad incrementare la vendita di carciofi e salsicce arrivando ad numero di 10.000 carciofi e 400 kg di salsicce; tutto ciò fu possibile grazie al cuore ed alla capacità gestionale dei soci dell’associazione e al supporto della Pro Loco.

Una richiesta ambiziosa all’Amministrazione Comunale per valorizzare la Festa del Baccanale

A margine di questo mio appassionato ricordo vorrei fare una richiesta a tutti coloro che lavorano affichè tutto questo sia possibile: ai capicontrada, ai contradaioli, alle associazioni che lo sostengono chiedo di non mollare mai questa tradizione rinata grazie agli sforzi di tutti coloro che ci hanno creduto, uniti in un unico sentimento che è il senso di appartenenza che i campagnanesi sentono forte e radicato.

La festa del Baccanale, divenuta un’istituzione e nota in tutto l’interland rende merito a Campagnano, come evento fatto di spettacolo, tradizione e comunità.

A tale proposito azzardo una richiesta all’amministrazione Comunale e a tutti i capi contrada e contradaioli, quella di vedere istituzionalizzato il Palio delle Contrade e fondato il comitato Contrade Campagnanesi.

Sarebbe coronare un sogno realizzato!

Luigi Fiorelli

contrade

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