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Campagnano commemora il concittadino Cesare Leonelli e l’eccidio delle Fosse Ardeatine

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Campagnano di Roma commemora il suo concittadino Cesare Leonelli, massacrato alle Fosse Ardeatine


CAMPAGNANO DI ROMA
– L’eccidio delle Fosse Ardeatine fu l’uccisione di 335 civili e militari italiani, prigionieri politici, ebrei o detenuti comuni, trucidati a Roma il 24 marzo 1944 dalle truppe di occupazione naziste come rappresaglia per l’attentato partigiano di via Rasella, compiuto il 23 marzo da membri dei GAP romani.

Cesare Leonelli aveva 37 anni, era nato a Campagnano di Roma il 14 Agosto 1906 da Gregorio e Rosa Capuani. Era una brillante avvocato del foro di Roma. Apparteneva al Partito d’Azione e durante il periodo antifascista divenne Capo Zona militare. Fu arrestato il 2 Marzo 1944 a Roma dai Fascisti della RSI.

Fu arrestato insieme al suo compagno di partito Saccotelli durante una perquisizione della sua casa mentre si nascondeva sul terrazzino dell’abitazione accanto nella speranza di sottrarsi all’arresto. Durante la prigionia fu duramente torturato. Fu detenuto al VII Braccio di Regina Coeli.

L’eccidio delle Fosse Ardeatine: 24 Marzo 1944

Il 24 Marzo, alle due del pomeriggio, 335 uomini furono ammassati nei camion, portati nelle cave Ardeatine, un luogo deserto a sud di Roma, e massacrati. Subito dopo l’eccidio i tedeschi fecero saltare in aria la zona e murarono la cava, cosicché i pochi coraggiosi che si erano spinti fin lì per vedere cosa fosse successo, si trovarono di fronte a un muro invalicabile. Solo dopo la Liberazione fu possibile abbattere il muro e scoprire la verità terribile che si celava dietro il lugubre, inesorabile e stringato comunicato tedesco del 24 marzo 1943: “L’ ordine è già stato eseguito”.

Nell’elenco dei martiri così egli è ricordato: LEONELLI CESARE, nato  a Campagnano di Roma – avvocato. In ricordo del sacrificio dei martiri sepolti alle Fosse Ardeatine, l’Amministrazione Comunale di Campagnano di Roma esprime pieno cordoglio ai familiari e un monito ai giovani di non dimenticare chi ha perso la vita per la libertà ed il progresso delle future generazioni.

Dionisio Moretti ci regala una poesia per non dimenticare:
24 Marzo 1944
(dedicata a Cesare Leonelli)

cesare leonelliCesare guarda la Piazza, le vetrine,
pensa a sua madre, Rosa Capuani,
a Gregorio, suo padre,  ai resti umani
sepolti nelle Fosse Ardeatine.

Nel Portico l’atmosfera è strana
forse perché tra poco ricordiamo
che lì c’è un morto nato a Campagnano,
trucidato dalla ferocia umana.

La Statua è lì dentro, è lì da sola.
Ogni anno, i maestri ed i monelli
ricordano il martire Leonelli
partendo tutti insieme dalla Scuola.

Il corteo con le Autorità
sfila sulla Piazza e dentro al Corso,
esattamente il 24 Marzo
attraversando un pezzo di città.

C’è il discorso del Sindaco e di altri,
ma quando parla emozionato Biagio Rossi
pure i distratti sono un po’ commossi
e appresso brani lunghi e brani corti.

Poi c’è l’applauso di tutti i ragazzini
per tutte le pene che non dico,
subite da “Stefano, il suo amico”,
raccontate da Dino Comandini.

E’ incredibile ma c’è una luce strana
sulla Statua che una mano tende
verso un futuro che piano si distende
verso una Primavera partigiana.

Diede la vita per la libertà
e dal Portico ha visto le stagioni,
la fine della Guerra, le illusioni,
lo Sviluppo, la Crisi, la Viltà.

Provo come un senso di spiacere
ogni volta che ci passo accanto;
dovremmo salutare colui che ha dato tanto,
con un brano, una luce, un fiore.

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