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Il fiero popolo campagnanese si fa valere sotto la signoria Orsini

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1410: Il Castello della Comunità di Campagnano riscopre un popolo fiero con la Signoria Orsini

signoria orsiniCol passare dei decenni gli Orsini riescono a raggiungere il loro scopo e, con un atto di concordia concluso nel 1401 con il popolo romano, ottengono che Campagnano sia riconosciuto terra di loro proprietà. A questo riconoscimento segue un vero e proprio atto di vendita da parte dei Conservatori a Latino Orsini nel 1410. In aggiunta gli Orsini ottengono, da papa Giovanni XXIII, la concessione di Campagnano in vicariato fino alla terza generazione e una conferma della vendita del castrum a loro vantaggio da parte del cardinale vicario del papa nel 1415.

Durante la signoria Orsini la Comunità dei Campagnanesi non rinuncia mai alla sua autonomia ed impone alla signoria, di esaltare su tutti i monumenti e le opere d’arte del Castello, il proprio stemma della Campana.

Nella valle di Baccano la Comunità segna i confini della sua proprietà e fa installare sul perimetro, blocchi di peperino con scolpita in rilievo la Campana, simbolo della Comunità. Molti sono stati trafugati negli scorsi decenni ma alcuni sono ancora visibili, (foto n. 1, fornita da Gianni Vezzu)

Al 1410 seguono due secoli di grande fervore artistico e architettonico per la Comunità di Campagnano con la Signoria Orsini

Nei due secoli e mezzo che trascorreranno, la Comunità di Campagnano realizza interventi artistici e architettonici di straordinaria rilevanza artistica e architettonica. Solo per citarne alcuni, ricordiamo:

  • La costruzione del Santuario di Santa Maria del Sorbo – 1427.
  • La Vergine di Santa Maria del Prato” dipinta e firmata da Antoniazzo Romano del 1497 (Antonio di Benedetto degli Aquili detto Antoniazzo Romano, (1430 – 1435 circa – Roma, 17 Aprile 1508). Il dipinto venne rubato i primi anni del ‘900, recuperato ed conservato dal 1927 presso il Museo Civico di Viterbo.
  • La Tavoletta di Campagnano”, meglio conosciuta come la Madonna della Ciliegia, nel Duomo di San Giovanni Battista, di Cesare da Sesto, (Sesto Calende, 1477 – Milano, 27 Luglio 1523.
  • l’Edicola della Fontana Secca del 1520, con gli stemmi abbinati della Comunità e degli Orsini.
  • la Fontana dei Delfini del Vignola (Jacopo Barozzi da Vignola, detto comunemente Il Vignola, (Vignola, 1 Ottobre 1507 – Roma, 7 Luglio 1573), sormontata dalla Campana , simbolo della
  • il Palazzo Orsini in Piazza Cesare LeonelliComunità di Campagnano, restaurata dai Chigi nel 1753.
  • la Chiesa di Sant’Antonio del 1575, oggi chiesa del Gonfalone con affiancato l’Ospedale di Campagnano (funzionante fino ai primi anni ‘60 del secolo scorso.
  • il Campanile del 1602

Il saccheggio del Castello di Campagnano nel 1485

La Rocca Orsini sorgeva nel luogo dell’attuale municipio. Innanzi aveva un fossato che fu colmato tra XVI XVII secolo, quando il paese venne ampliato verso sud con la costruzione del Borgo Paolino (C.so Vittorio Emanuele).

Nel 1485 il Castello di Campagnano viene saccheggiato dai Caetani alleati ai Colonna, contro la famiglia Orsini.

Cinque anni più tardi, Virginio Orsini fa fortificare la Rocca su progetto di Francesco di Giorgio Martini, (Siena, Settembre 1439 – Siena, 29 Novembre 1501, architetto, teorico dell’architettura, pittore, ingegnere, scultore, medaglista italiano). L’architetto senese nel 1490 progetta la Torre emiciclica, posta ad ovest della Piazza rinascimentale oggi intitolata all’avvocato campagnanese Cesare Leonelli, martirizzato dalla ferocia nazista nelle Fosse Ardeatine il 24 Marzo del 1944 e alcuni interventi nel Castello Orsini di Baccano “Osteria di Baccano” (foto 6).

La magnificenza del Castello Orsini di Campagnano è ricordato nelle sue opere, dal grande storico tedesco, Ferdinando Gregorovius:

Dopo che il castello degli Orsini a Campagnano è caduto in rovina, questo è uno dei monumenti più mirabili del rinascimento romano, è uno de’ più bei castelli baronali ed in tutto il Lazio non ve n’è uno che lo eguagli. Il castello di Spoleto, cominciato a costruire dal cardinale Albornoz e condotto a termine da Nicolò V, è più maestoso, è verissimo, ma non è un edificio baronale, come non lo sono del pari i bei castelli di Ostia, di Narni, di Civita Castellana e di Subiaco.

Nei secoli che seguiranno, grazie alla sua posizione strategica di centralità e di collegamento tra la Cassia e la Flaminia, la crescita e lo sviluppo economico del Castello di Campagnano, fra gli insediamenti che si andranno a costituire a nord di Roma, saranno senza precedenti.

(I testi e le foto sono di Dionisio Moretti; alcune immagini sono state riprese da Paola Spaccia).

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