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Santo Alexandro Vescovo: La Condanna (211-217 d.C.)

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La Condanna di S. Alexandro Vescovo di Baccano

CAMPAGNANO DI ROMA – La storia di Campagnano e Dintorni vive momenti tragici con il martirio del Vescovo di Baccano presso la villa imperiale di Settimio Severo, situata sulle pendici a sud del lago di Baccano, all’altezza del XVII miglio, dove si tenne il suo processo e venne decretata la sua condanna al martirio presso la Fornace della Mansio di Baccano, posta poco più a nord sulla Via Cassia, all’altezza del XX° miglio (211-217 d.C.).

Tra il 1869 e il 1870 fu scoperta l’area termale nella Villa dei Severi nell’area di Baccano, 4° lago dei Colli Sabatini

Villa romana di Baccano della famiglia dei Severi dove fu tenuto il processo e condannato Santo Alexandro, vescovo di Baccano nel III secolo d.C.. Uno dei mosaici delle terme meglio conservati dopo lo scavo tenuto sulle pendici di Baccano tra il 1869-1870, esposto, con gli altri 3 a Palazzo Massimo. Rappresenta una delle Fazioni del Circo.

Agli inizi del IV secolo d.C. Baccano era il quarto specchio lacustre, incastonato nel sistema collinare Sabatino, insieme ai laghi di Bracciano, Martignano e Stracciacappa. Tra il 1869 e il 1870, fu rinvenuto un importante complesso monumentale di età imperiale ed al suo interno un’area termale ricca di affascinanti mosaici di proprietà di Caracalla, fratello di Geta e figlio dell’imperatore Settimio Severo. L’attribuzione della proprietà della villa ai Severi fu determinata dalla scoperta di una “fistula acquaria” (conduttura idraulica) con la menzione di Septimus Geta.

La decapitazione di Santo Alexandro, Vescovo di Baccano

Decretata la condanna, il vescovo di Baccano, santo Alexandro fu condotto a piedi fino alla fornace della Mansio di Baccano ma egli ne uscì indenne. Così è descritta la seconda parte della sua “passione”: Giunsero alla fontana posta due piedi dopo la via dal villaggio poi più o meno piedi centotrenta. Si lavò le mani ed il volto, raccomandò a Dio l’anima sua. Giunsero poi dinanzi al miglio ventesimo della via Clodia (?) (Cassia) dove è l’iscrizione marmorea sopra alte pietre posta sopra la via; sull’altura che è dinanzi a dove nasce il sole, dalla via sette piedi, dalla pietra miliare piedi settantacinque, si tolse la tunica e rimase in piedi e dal suo (…) a sé gli occhi rivolse e, fatto il segno della croce, appoggiò il capo ed aspettò la spada”.

Sopra il sepolcro venne posta una lapide di cui l’autore della passio così riporta il testo:

“Hic requiescit sanctus et venerabilis martyr Alexander, cuius depositio celebratur undecimo kal. octobris” (21 settembre).

Sul luogo, nel 321 d.C., fu edificata una Basilica dedicata a S. Alexandro.

Dionisio Moretti


Scopriamo il racconto dell’archeologo Michele Damiani su Santo Alexandro Vescovo

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