EVENTI ED AZIENDE NEL COMUNE DI CAMPAGNANO, CESANO, FORMELLO, SACROFANO, NEPI, TREVIGNANO, ANGUILLARA

Gli Ebrei e la Sinagoga di Campagnano tra il XIII e il XVI secolo

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Dedicato alla senatrice Liliana Segre

Gli statuti di Campagnano del 1271 e 1535 mostrano il progressivo depauperamento dei diritti della comunità ebraica.

castello di campagnano

Gli Statuti di Campagnano del 1271 e del 1535 sono un esempio palese della tragica evoluzione che ha visto la piccola Comunità Ebraica passare da una condizione di diritto ad una priva di diritti. Mentre lo Statuto del 1271, è un patto tra due realtà giuridiche sostanzialmente alla pari, con diritti e doveri reciproci: il popolo e il Signor Cardinale Annibaldi, nel secondo è evidente la presenza legiferante del Dominus. I successivi avvenimenti storici spostano l’asse giuridico amministrativo verso il potere centrale, quello baronale o ducale che sia.

Sul finire nel X secolo, al termine delle incursioni saracene e ungare, si assiste nella Campagna Romana al fenomeno dell’incastellamento. Protetto dal colle di Monte Razzano, nel 1076 nasce il Castello di Campagnano.

Nel 1271, con il sindaco Angelo Di Pancrazio, Campagnano si dota di uno dei primi Statuti dell’epoca

Dal secolo XIII, fino a tutto il XIV secolo, Campagnano assume una struttura e una storia giuridico amministrativa di assoluta eccezionalità tra centri della Campagna Romana.
Il Sindaco del tempo, Angelo Di Pancrazio, scelto ed eletto dall’intera Comunità, dimostra, per il tempo, un’autorità straordinaria, in grado di operare e battersi per l’autonomia e lo sviluppo economico e sociale della collettività campagnanese.

E’ con lui, Angelo Di Pancrazio che Campagnano risulta tra i primi comuni che si dotano di uno Statuto già dal 1271. E’ un atto fondamentale per la vita politica, amministrativa e sociale del comune, dove orgogliosamente, la Comunità di Campagnano sancisce con un atto, reciproci diritti e doveri.

Nel 1271 la Comunità di Campagnano (con diverse culture e fedi religiose) vive, protetta dalle mura del castello di Cardinal Annibaldi in perfetta parità di diritti e doveri

Monumento funerario del Cardinale Annibaldi

In questi decenni, grazie ai Patti convenuti tra il sindaco Angelo Di Pancrazio e il Cardinale Annibaldi, signore del castello, la Comunità di Campagnano vive, protetta dalle mura del castello, una stagione di laboriosità, di armonia e di pace, dove convivono le diverse culture e fedi religiose. La piccola Comunità di ebrei campagnanesi vive e lavora nel Castello di Campagnano; gli ebrei godono degli stessi diritti degli altri abitanti e s’incontrano pacificamente nella loro Sinagoga edificata nel cuore del castello. Tali consuetudini sono confortate dalle norme dello Statuto di Campagnano del 1271.

L’art. 44 così recita: “Tutti gli abitanti di Campagnano, che con la loro famiglia avranno abitato con continuità in Campagnano e vi avranno lavorato o esercitato un mestiere, si comportino come gli altri Campagnanesi e siano per l’avvenire a sottostare a tutti gli obblighi del Castello, contribuendo nelle imposte e prestando gli altri servizi così come fanno gli altri campagnanesi…”

L’art. 57 così recita:Se qualcuno verrà a vivere a Campagnano sia tenuto a sottostare a tutti i servizi, alle contribuzioni e agli altri obblighi come gli altri campagnanesi…”

Già dai primi del ‘300 si passa progressivamente dall’autonomia comunale ad una assoluta gestione autoritaria del Signore

Purtroppo, pochi decenni dopo, già dai primi del ‘300, si nota in modo evidente, l’inversa proporzione di influenza giuridico amministrativa delle due componenti: il comune e il barone. Dalla completa autonomia comunale o dalla forma pattuitaria tra comune e baronia del ‘200, si passa, di secolo in secolo, dall’autonomia comunale ad una assoluta gestione autoritaria dell’Illustrissimo Signore.

Le Costituzioni Egidiane, emanate a Fano il 20 aprile 1357, sono un tentativo di correggere e sostituire leggi e consuetudini comunali contrastanti coll’ordinamento del centralizzato stato pontificio (1305-1377).

Nel ‘400 e nel ‘500 nelle terre feudali il popolo non ha più poteri e il barone comanda. Gli ebrei subiscono forti discriminazioni.

Pileus Cornutus

Nel Quattrocento, le libertà comunali declinano sempre di più. Con l’inizio del Cinquecento, nelle terre feudali il popolo viene spogliato di ogni potere e il barone, nel dettare norme legislative, comanda.

Nel 1466 durante il Carnevale vige l’imposizione per gli ebrei di correre nudi per il divertimento della plebe, portando sulle spalle cristiani. E’ già consolidata la norma di imporre agli ebrei il pileus cornutus, un cappello riconoscibile a vista e l’obbligo di portare sugli abiti un contrassegno, giallo per gli uomini, blu per le donne.

Siamo nel 1535. La convivenza armoniosa fra le diverse culture conquistata dal sindaco della Comunità del Castello di Campagnano e il suo signore, Cardinale Riccardo Annibaldi, con l’approvazione dello Statuto di Campagnano del 1271, sono solo un ricordo.

Il nuovo Statuto di Campagnano concesso nel 1535 dagli Orsini vessa, ancor più che nel passato, la Comunità ebraica e i centri che adotteranno nei decenni successivi questo Statuto (Formello, Anguillara, Bracciano, Trevignano, Sacrofano, Cesano, Cerveteri).

Così recitano alcune norme riferite agli Ebrei, nello Statuto di Campagnano del 1535:

Dilli giudei che non si offendono per tre dì della septimana sancta: Anchora statuimo et ordiniamo che li giudei i quali stando nel Castello di Campagnano debbiano stare ascosi nelle case della loro habitatione in questi tre dì della septimana santa, cioè dil giovedì, venardì, et sabbato fino a mezo dì tenendo l’usci serrati et i fanciulli et nè l’altri dil decto Castello non gli debbia nuocere stando serrati, nè buttare le pietre alle porte loro sono la pena di vinticinque soldi, la qual pena raddoppie alli giudei si nel decto tempo andassero per la Terra”.

Dil segno che si deve portare dalli giudei: “Anchora statuimo et odiniamo che li giudei che habitano nel decto Castello di Campagnano, overo che vi stiano più di tre dì, che siano tenuti et debbiano sempre portare il segno di panno rosso nel pecto o nella berrecta che non si cuopra dalla cappa o in latro modo, ma che si veggia da tutti sotto la pena de cinque libre per volta, et la Corte per l’ufficio puossa procedere et cercare”.

Dilli giudei che si astringano come l’huomini di Campagnano: “Anchora statuimo et ordiniamo che li giudei che stando nel Castello di Campagnano nelli dì della comenica et nell’altri che reguardano l’huomini dil decto Castello, non puossano fare cosa alcuna, la qual non fusse licito a fare alli decti di Campagnano et li giudei debbiano fare tutte l’angarie che sogliono et devono fare li forestieri che habitano nel decto castello, conciò sia che non devono havere ufficio, dignità et beneficio, in questo siano simili alli forestieri et siano in ogni mdo subiecti all’extraordinarii et nel dì del sabato in modo alcuno non si astrenghino o non si forzeno fare cosa alcuna si non per il suspecto o per maleficio”. 

Dilli giudei che danno carne o pane azimo alli christiani “Anchora statuimo et ordininiamo, imperochè la troppa conversatione dilli giudei gli è vietata agli cristiani, che li giudei non possino et nè debbiano dare o magnare le carne ad uso loro amazate, et nè il pane azimo alli christiani sotto la pena di trenta soldi et nè le donne christiane dare o pigliare l’acte dalli giudei sotto la pena di cinquanta soldi per volta, la quale si debbia pagare dal’una et l’altra parte che dà et receve il l’acte et la carne per l’ufficio carchi et proceda”.

Nel XVI sec. viene istituito il Santo Uffizio e l’opera dell’Inquisizione pregiudica definitivamente i diritti degli ebrei: la piccola Comunità ebraica di Campagnano è costretta a lasciare il Castello

Nel 1542, con l’istituzione del Santo Uffizio, ha inizio l’Inquisizione romana che mette in atto la confisca di tutte le copie del Talmud, testo sacro dell’Ebraismo, perché contenenti, a suo parere, frasi ingiuriose contro il Cristianesimo.

Nel 1577, viene imposto agli ebrei il culto cattolico attraverso una conversione coatta. Sono imposte le “prediche coatte”, alle quali gli ebrei sono costretti ad assistere ogni sabato. Sono anni di miseria assoluta. Ciò nonostante, la comunità ebraica si organizza internamente con strutture di natura sanitaria.

Nasce, a Roma, il Ghetto, chiamato inizialmente il “serraglio degli ebrei” nel quartiere di Sant’Angelo. Oltre all’obbligo del segno distintivo, viene proibita la proprietà degli immobili, vige il divieto di assumere servitù cristiana, di svolgere attività se non quella di commercianti e robivecchi e di lavorare nelle feste cristiane.

La piccola Comunità ebraica di Campagnano è costretta a lasciare il Castello. La convivenza armoniosa fra le diverse culture conquistata sei secoli prima dal sindaco della Comunità del Castello di Campagnano, Angelo di Pancrazio e il Cardinale Riccardo Annibaldi, con l’approvazione dello Statuto di Campagnano del 1271, è soltanto un ricordo.

(I testi sono di Dionisio Moretti, redatti in collaborazione con Paola Spaccia).

E purtroppo la storia, senza memoria storica, si ripete…

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