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AD VACANAS! La Mansio di Baccano (parte Prima)

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L’Antica Stazione di Posta di Baccano: Ad Vacanas. Un grande tesoro archeologico sepolto nella terra di Campagnano

Noi campagnanesi abbiamo “un Tesoro” nella valle di Baccano (e non “DEL” Baccano, come purtroppo viene riportato nella segnaletica o nella divulgazione promozionale).

ad vacanas mansio di baccano

I quattro laghi

La valle di Baccano è un tesoro paesaggistico, di storia, di cultura e di arte; è un tesoro sepolto dentro una vastissima e ricchissima area archeologica che conosciamo come LA MANSIO DI BACCANO, quella che gli antichi romani chiamavano, AD VACANAS, l’antica Stazione di Posta romana che, già dal I secolo d.C., sorgeva al XXI miglio della consolare Cassia, sulle sponde del lago di Baccano.

Baccano è una conca generata da un antico cratere prodotto dall’attività del vulcano Sabatino. Fino al XIX secolo, la valle di Baccano era occupata da un bacino lacustre, il lago di Baccano (fig. n. 2). Quest’area, in età romana, assunse un’enorme importanza militare, economica e strategica per la sua collocazione e per il passaggio della consolare Cassia (Fig n. 3 , Basolato Cassia antica).

Tra il I e il V secolo d.C., i romani vi eressero una vera e propria città, con splendide ville residenziali, fattorie, templi tra cui quello di Monte Razzano, dedicato al dio Bacco, la Stazione di Posta (Mansio) e la villa Imperiale di Settimio Severo.

LA VIA CONSOLARE CASSIA: Le sue Origini.

Le origini della consolare Cassia sono incerte come è incerta è l’identità di chi le diede il nome. I più accreditati potrebbero essere il censore Cassio Longino del 154 a.C. ed il console Cassio Longino del 127 a.C..

La Via Cassia è la strada consolare che portava da Roma a Florentia (Firenze). Venne poi prolungata fino a congiungersi con la via Aurelia passando per le città di Pistoia e Lucca.

La strada procedeva, e in alcuni tratti procede ancora oggi, in territori intermedi tra le altre due importanti vie di comunicazione romane: la via Aurelia e la via Flaminia, da cui si poteva facilmente raggiungere la città di Ariminum (Rimini).

Come per tutte le altre strade romane, anche la Cassia prendeva il via dal Foro Romano. Venne costruita collegando tratti stradali già esistenti dall’epoca etrusca, come ad esempio la via Veientana.

AD VACANAS / BACCANAS, la Stazione di Posta romana

MANSIO ad vacanas ricostruzione

Ricostruzione grafica ipotetica della Mansio Ad Vacanas di B. Frau

Sul finire degli ani ’70 del secolo scorso, all’altezza del XXI miglio, venne scoperto un lungo e bellissimo tratto lastricato dell’antica via consolare ed i resti dell’antica Mansio, Ad Vacanas / Baccanas, la stazione di posta citata dagli antichi itinerari.

Ad Vacanas oggi si trova nell’area archeologica della Valle di Baccano, tra il Parco di Veio e quello di Bracciano-Martignano.

Sin dalla preistoria, questo luogo ameno fu frequentato dall’uomo, in quanto ricco delle risorse utili per il sostentamento.

Il complesso della Mansio è costituito da strutture interpretate come esercizi commerciali, da Taberne e da un ampio Complesso Termale.

Nel V secolo, caduta in disuso, la Mansio Ad Vacanas, è derubata di tutti i rivestimenti marmorei.

Mansio ad Vacanas

Osteria di Baccano

Nel corso del V sec. d.C. la Stazione di posta romana, viene abbandonata e spogliata sistematicamente per la realizzazione di un nuovo centro abitato, il Burgus S. Alexandri, poi Burgus Baccanus, più volte citato nei dati d’archivio medievali. Del Borgo, sorto attorno alla Basilica di S. Alessandro costruita nel IV sec. d.C., tra il XVIII e il XX miglio della via Cassia. Della chiesa, non resterebbe alcuna traccia.

Tra le antiche fonti consultate, la Passio, redatta dal prete Adone, un documento del VI sec. d.C., riferisce che la Basilica di S. Alexandro, sarebbe stata costruita sul luogo del martirio del vescovo di Baccano.

Anche se l’edificio di culto di S. Alexandro non è mai stato ritrovato, abbiamo notizia di reperti archeologici, probabilmente provenienti dalla Basilica, oggi esposti presso il Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana.

La Passio del prete Adone, ci fornisce riferimenti topografici assai preziosi che hanno trovato puntuale conferma nello scavo della Mansio. Adone, che scrive tra il V e il VI secolo d.C, riferisce del martirio del vescovo di Baccano, Santo Alexandro, avvenuto dapprima presso la fornace delle Terme della Mansio, vicino alla Colonna miliare e conclusosi al XXI miglio della Via Cassia, innanzi ad una Fonte, dove viene decapitato ed ivi sepolto. Correva l’anno 321 d.C..

Nel 1875 vennero rinvenuti da “un rozzo contadino”, due pilastrini d’altare riferibili alla Basilica di Santo Alexandro. Ma questa è un’altra storia.

La Mansio di Baccano sulla Via Francigena

La Mansio di Baccano, è una delle tappe della Via Francigena o Romea. In particolare, nell’Itinerario di Sigerico, con il nome di Bacane, essa costituisce la III Submansio in uscita da Roma.

Nel Medioevo la stazione di Baccano era ancora citata negli itinerari dei pellegrini che percorrevano la via Francigena per raggiungere la Basilica di S. Pietro a Roma ed ottenere l’indulgenza plenaria. Ma questa è un’altra storia.


 Testi e siti web consultati:

(I testi e alcune immagini sono stati elaborati da Dionisio Moretti, Valeria Zega, Annalisa Venanzini e Paola Spaccia)

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